20 ottobre 1944
È questo un episodio di cui non trovo traccia; quasi non fosse mai avvenuto. Nella mia memoria è ben presente quel giorno che, per altro, costò la vita a circa centoventi bambini tra i sei e gli undici anni; fu un atto sconsiderato se si pensa che la guerra stesse per finire e, forse per questa ragione e perché fu perpetrato degli alleati che è caduto nell’oblio. Ma…andiamo per ordine:Quella mattina sono andato a scuola come il solito, nell’immaginario collettivo la scuola era il posto più sicuro dalle incursioni aeree con i suoi simboli, internazionali dipinti sui tetti un quadrato bianco in campo rosso, simboli scelti per evidenziare la totale assenza d’insediamenti militari o industriali e ben visibili dall’alto. Era una giornata come un’altra ma stranamente limpida come non capitava da tanto tempo per me e per la mia famiglia era una giornata particolare era il compleanno di mia madre che, quel mattino, era uscita da casa molto presto per recarsi a consegnare il lavoro fatto durante la settimana. Verso le dieci e trenta sentii vociare e un gran trambusto, rumore che superava il frastuono degli aerei che sorvolavano il quartiere dove abitavo. in poco tempo ci trovammo all’uscita della scuola, ed io trovai mio fratello maggiore che mi aspettava. Mi afferrò per mano e andando verso la fermata del tram ad attendere l’arrivo di nostra madre; intanto m’informava che era successo una cosa incredibile assurda che rendeva stare all’aperto più sicuro che lo stare in classe a scuola “avevano bombardato la Scuola elementare di Gorla”, ed erano morti tutti scolari e insegnanti; con tutta probabilità quegli stessi aerei che ci stavano sorvolando tornavano da quella missione di morte. Non ho mai capito come la notizia dell’avvenuto bombardamento fosse rimbalzata così in fretta da un punto all’altro della città, essendo le comunicazioni quelle che erano e i telefoni erano, forse, uno ogni cinquanta famiglie, sta di fatto che pur abitando dalla parte diametralmente opposta della città, e mia madre che in quel momento si trovava su di un tram che dal centro veniva verso la periferia aveva le stesse notizie. Molti anni dopo parlando con conoscenti venni a sapere, per bocca di qualche sopravvissuto, perché indisposto e pertanto quella fatidica mattina non andò a scuola, le scene strazianti che si sono succedute del trasporto con qualsiasi mezzo di quei corpi straziati, corsa immane della speranza verso l’ospedale con biciclette, tricicli, carretti a mano con quei corpi sanguinanti…corse senza speranza morirono tutti prima di arrivare all’ospedale. La domanda ora come all’ora è sempre la stessa “Perché” una scuola per altro abbastanza lontana dalla ferrovia e da qualsiasi punto strategico ripensiamo alla data, 20 ottobre 1944 cinque mesi prima della fine della guerra e oggi a sessantacinque anni da quel momento non è dato sapere il perché.
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