Lavorare o scioperare?

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Storia raccontata da Marta G. di 63 anni.

Alla fine degli anni ‘70 lavoravo per un’organizzazione sindacale e partecipavo spesso a manifestazioni di piazza su vari argomenti sociali e politici. Al contrario di mio marito che aveva (ed ha ancora) un salone di acconciature per signora. Come tutti gli artigiani e propretari di attività lui non chiudeva mai il negozio per nessun motivo- tanto meno per una manifestazione o uno sciopero. Quando le Brigate Rosse rapirono l’allora presidente del consiglio Aldo Moro, tutto il paese fu molto scosso e ci furono delle manifestazioni spontanee in tutte le piazze italiane. Anche i piccoli commercianti abbassarono le saracinesche, in segno di solidarietà e preoccupazione. Mi ricordo che quella sera litigai molto con mio marito a cena. Volevo convicerlo a chiudere anche lui per un giorno il negozio, ma non ci riusci. Discutemmo e litigammo molto. Ma fu impossibile convincerlo. Così lui aprì, come ogni altro giorno della settimana, come quando nacquero i nostri figli (allora non si usava che il marito assistesse al parto) e ancora oggi –che dovrebbe essere ormai in pensione ma continua a lavorare – non ci concediamo molte vacanze.

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