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Storia raccontata da A.L., 79 anni, Italia
Era l’inizio del 44 ed eravamo sfollati dal contadino del Bellaria a S.Lazzaro di Savena.Il Bellaria è un lascito di Carlo Alberto Pizzardi, era un ospedale e aveva anche la porcilaia, allevavano i maiali per le necessità dell’ospedale. Quando i tedeschi ci hanno requisito tutto, quando siamo diventati nemici, avevano requisito la porcilaia per loro, era diventata una proprietà loro e gli davano il grano – requisivano il grano ai contadini – e davano ai maiali il grano. Io che allora ero una quattordicenne ho imparato dopo che il grano ai maiali è una cosa sbagliatissima perché muoiono, gli fermenta nella pancia e muoiono.Erano due tedeschi uno si chiamava Willi e uno “Sots”, la mamma gli lavava la biancheria a questi due ragazzi che gli pagavano quel che gli dovevano e questo Sots -non so di che città fosse- si era affezionato a mio fratello pù piccolo Vito e ha chiesto alla mamma una fotografia di Vito e ci ha lasciato una fotografia di sua figlia e una sera che pioveva forte forte dato che la stanzetta dove eravamo sfollati era esterna alla case dei contadini- era nella casa però non c’era bisogno di compromessi- non era visto da nessuno, una sera che pioveva abbiamo sentito battere contro la porta è arrivato lui con un sacco di iuta in testa e sulle spalle un altro sacco - avrà avuto di sicuro 30 kg di grano - ha detto: “mamma questo è per i tuoi bimbi”.Dopo non abbiamo più saputo niente.
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June 18th, 2009 Francesca M. , Tags: 1944, guerra, Tedeschi
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