La decorazione delle vetrate fatte dai prigionieri di guerra tedeschi nelle chiese inglesi.

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Questa è la traduzione della storia tedesca scritta da Ernst Kramer e pubblicata da Horst Hommel nel marzo 2009

Dopo l’invasione degli Alleati in Normandia nel 1944 fui preso dagli inglesi e portato in un campo prigionieri in Inghilterra. Dopo un po’di tempo i prigionieri di guerra vennero destinati a diverse attività lavorative. Così alla fine del 1947 mi ritrovai a lavorare in un grande stabilimento, all’interno di un laboratorio di pittori in qualità di pittore per i più svariati articoli di uso quotidiano.

Un giorno un funzionario incaricato del nostro campo venne a visitarmi sul posto di lavoro e mi chiese se avevo dipinto i murales (un bouquet di rose in un cesto di vimini) per il nostro supervisore volontariamente. Gli spiegai che lo avevo fatto volentieri perché andavamo molto d’accordo e il mio responsabile mi invitava spesso a casa sua. Avevo trascorso molte serate con lui e la sua famiglia.

Udendo queste parole, il funzionario incaricato mi portò fuori e mi indicò una chiesa che sorgeva poco distante. Poi posò una mano sulla mia spalla e mi chiese se come prigioniero di guerra me la sentivo di dipingere le vetrate della chiesa.

Visto che avevamo anche idee simili sulle scene da dipingere, non si fece altro cenno al fatto che fossi un prigioniero di guerra. Nei giorni che seguirono venni così immediatamente messo in contatto con un altro prigioniero di guerra, un vetraio, e il lavoro poté iniziare. Per noi, la prigionia esisteva solo sulla carta, così fummo in grado di proseguire con l’interessante incarico.

Fummo anche invitati alla consacrazione della chiesa come ospiti! La stampa locale elogiò il mio lavoro come fosse quello di un vero pittore di vetrate e lodò il mio impegno nei riguardi della Chiesa Inglese.

Una volta terminata ufficialmente la nostra prigionia di guerra in Inghilterra, ricevemmo un’offerta di lavoro dalla ditta costruttrice della chiesa, vale a dire, essere raggiunti dalle nostre mogli e famiglie e continuare a lavorare in Inghilterra come pittori di chiese.

Non accettammo  questa ammirevole offerta e tornammo alle nostre case in Germania.

Come ricordo, ho conservato gli articoli dei quotidiani inglesi e le foto dei dipinti.

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